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A casa, nel mondo
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Fuxitoggo Pelle E Scarpe Piatte, Argento, 37 (colore : Come Mostrato, Dimensione Taglia Unica), i migranti e richiedenti asilo arrivati in Europa via mare al 18 novembre 2018 erano 104.029. Gli arrivi via mare nel 2017 erano stati 157.261. Secondo i dati statistici riportati dall’UNHCR, ad oggi sono oltre 23.000 i migranti che hanno raggiunto le coste italiane, una cifra nettamente inferiore – di quasi 100 mila unità – rispetto agli arrivi registrati nel 2017. Il flusso via mare verso l’Italia risulta infatti diminuito dell’80% rispetto all’anno precedente. Il principale Paese di origine dei flussi migratori verso l’Italia, al 30 novembre 2018, è la Tunisia (5,002 persone), seguita dall’Eritrea, l’Iraq e il Sudan e il Pakistan.

Morti nel Mediterraneo

Gli ultimi dati dell’UNHCR hanno reso noto che quest’anno il numero di migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo supera i 2.100. Le morti per annegamento nel Mediterraneo nello stesso periodo nel 2017 erano state 3.136. Dall’inizio del 2018, riportano i dati dell’OIM, per l’insieme delle tre rotte del Mediterraneo usate dai migranti i decessi sono dunque saliti a 2.063: almeno 620 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere la Spagna via mare e  lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, altri 1.277 uomini, donne e bambini hanno perso la vita sulla rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia e 166 sulla rotta orientale che conduce a Grecia e Cipro. Queste cifre confermano come il tasso dei decessi in mare si sia bruscamente innalzato nel corso degli ultimi anni, a partire dal 2013, facendo del Mediterraneo una delle rotte migratorie più mortali al mondo.

POLITICHE MIGRATORIE

L’Italia: i “porti chiusi” e la criminalizzazione delle ONG

Nel corso del 2018 il governo italiano ha deciso di dare una stretta alle proprie politiche migratorie secondo un’impronta drasticamente securitaria, puntando ad assicurare il blocco di nuovi arrivi di migranti via mare, e mettendo in opera una vera e propria “spettacolarizzazione” del proprio approccio securitario. Approccio esploso nell’agosto scorso quando, ricorderemo, fu rifiutato a una nave della guardia costiera italiana – la nave Diciotti, che trasportava 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa, di attraccare nel porto di Catania. L’episodio ha rappresentato il culmine della politica dei “porti chiusi” messa in atto dal governo italiano, a prosieguo e compimento di una strategia – che nasce ben prima del 2018 – volta sostanzialmente alla riduzione degli approdi di migranti in Italia, delegando il controllo delle coste italiane ed europee alle autorità libiche.

La politica dei “porti chiusi” del governo italiano è stata portata avanti, supportata ed esasperata, da continue campagne diffamatorie contro le ONG impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, così come da una criminalizzazione generalizzata dei migranti stessi e del lavoro di chi quotidianamente difende i diritti dei migranti. La campagna diffamatoria, denunciata anche dall’ONU, ha visto tra i suoi momenti più bassi, nel corso degli ultimi mesi, episodi gravissimi quali l’arresto del sindaco di Riace Geox U Leitan B Mocassini Uomo, il sequestro della nave Acquarius di Medici Senza Frontiere, i violenti sgomberi di centri di accoglienza per migranti e rifugiati, come ad esempio quelli di Baobab a Roma. E questi, purtroppo, solo per citarne alcuni.

L’Italia: il decreto sicurezza diventato legge – Il 28 novembre la camera ha approvato il ddl 840/2018, il cosiddetto Parade 07olympa58 04 scarpa Di Sicurezza Bassa Taglia 47 nero, che è stato dunque convertito in legge (legge 132/2018), pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrato in vigore dal 4 dicembre 2018. Tra le riforme e le novità apportate dal decreto, vi sono: l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari; l’aumento da 90 a 180 giorni del periodo di trattenimento degli stranieri all’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr); un ridisegnamento del sistema SPRAR (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito con i Comuni), per cui vi avranno accesso solo i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati; raddoppiamento a 4 anni dei tempi per la concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.

In particolar modo, con l’abolizione della protezione umanitaria, viene negato il permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che presentavano “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”, oppure alle persone che fuggivano da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all’UE, così come a coloro che non era possibile espellere, perché sarebbero andati incontro a persecuzione nel loro Paese, o in quanto vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta. Con l’entrata in vigore del decreto, al posto della protezione umanitaria verrà introdotto un permesso di soggiorno per alcuni “casi speciali”, cioè per una serie limitata di categorie di persone.

L’ostinata ostilità verso i migranti e il rifiuto crescente di un’accoglienza dignitosa, rischia di tradursi – e si tradurrà certamente, se non arrestato – in sempre maggiori ostacoli all’inclusione, quando non alla sopravvivenza stessa, dei migranti e richiedenti asilo in Italia, e in un rafforzamento, nell’opinione pubblica, dell’immagine del migrante come problema da risolvere, come intruso da rigettare, come minaccia da contenere in centri speciali separati dalla società ospitante.

E come non sottolineare che, verso la fine del 2018, l’Italia dovrà prendere atto definitivamente di essere tornato un Paese soprattutto di emigrazione? Saranno verosimilmente quasi 6 milioni gli iscritti all’AIRE, per la fine dell’anno, e a questi sappiamo bene quanti dobbiamo aggiungerne che all’AIRE non sono iscritti, non sono facilmente censibili nelle statistiche, ma animano ormai un flusso ininterrotto di italiani costretti a recarsi all’estero per cercare un lavoro, un’opportunità, una vita dignitosa.

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Solette Atlas Ergo-med Acc Verde Plantare Low Plantare Atlas Solette Low Ergo-med Acc Verde L’Europa e il resto del mondo: tra nuovi sovranismi e tentativi di responsabilizzazione

Come in Italia, anche nel resto d’Europa il dibattito degli ultimi mesi tra i leader europei sui temi dell’immigrazione è stato generalmente un dibattito che, più che guardare ai diritti delle persone e alle tradizioni di accoglienza, ospitalità, solidarietà, umanità da sempre alla base del progetto europeo, ha fatto leva sulle stanchezze e le paure di un tessuto sociale impoverito, frustrato e duramente provato da anni di austerity.

Ed è così che abbiamo assistito al ripiegamento di altri Paesi europei su politiche smaccatamente nazonaliste e xenofobe, che sempre più deliberatamente mascherano un crescente sovranismo dietro alla “nobile” causa della sicurezza, facendo della chiusura delle frontiere e del respingimento dei migranti il principale paradigma. E’ stato, solo per citare un esempio, il caso della Francia con gli ultimi vergognosi episodi di Nike - Hypervenom Phelon Ii Tc Fg, Scarpe Da Calcio Uomo o a Calais, fino ad arrivare alle politiche “anti-stranieri”, ormai dichiaratamente sovraniste e identitare, di Paesi come la Polonia o l’Ungheria di Orbàn.

O, naturalmente, il Regno Unito della Brexit. Nell’incertezza più assoluta generata dal terremoto – nient’affatto prossimo all’assestamento – di Oltremanica, una cosa è certa: comunque i suoi sostenitori la vogliano presentare, “Brexit” è anche e anzitutto sinonimo di fine della libertà di circolazione così come la conosciamo – e questo, solo ad oggi, per almeno tre milioni di cittadini UE (tanti sono gli europei residenti ad oggi nel Regno Unito) e due milioni di cittadini UK residenti in altri Paesi europei.

Parallelamente, se a livello comunitario sono al momento tramontate le speranze di procedere ad una riforma del sistema di Dublino per l’accoglienza dei migranti, a livello internazionale è stato recentemente firmato il “Global Compact sulle migrazioni”, il primo accordo globale tra gli stati membri delle Nazioni Unite orientato a costruire un approccio integrale e comune alla migrazione internazionale. L’accordo, pur rispettando la sovranità dei singoli Stati, mira a rafforzare l’impegno di questi ultimi e delle agenzie internazionali del sistema ONU, ad una più efficace cooperazione per eliminare le cause che determinano le migrazioni forzate. L’accordo è stato siglato il 10-11 dicembre 2018 a Marrakesh da 164 Paesi su 193 – tra gli assenti, Italia, Austria, Bulgaria, i Paesi di Visegrad, Israele, Australia e Stati Uniti. Indica analisi e proposte globali per una governance delle migrazioni dentro criteri e politiche che garantiscano i diritti umani fondamentali e la non discriminazione delle persone che migrano, in un sistema di regolarità e di sicurezza.
Come sottolineato dalla CGIL, quello intrapreso con la firma del Global Compact per le migrazioni è “un percorso che va nella direzione giusta, ma che certamente dovrà comprendere una maggiore capacità di risposte a tutte le differenti situazioni e condizioni in cui si trovano i migranti, come pure un maggiore riconoscimento della centralità del lavoro dignitoso e delle convenzioni dell’OIL, ed il rispetto del principio di non-respingimento”.

LE NOSTRE “CONCLUSIONI”

Per tornare al punto di partenza di questo “bilancio”, adesso non si tratta certo di mettere un punto a capo ed aspettare l’arrivo dell’anno nuovo per “ripartire”. Si tratta, se mai, di prendere coscienza dello stato attuale delle cose per proseguire e rafforzare, come ogni giorno, il percorso intrapreso verso il riconoscimento dei diritti di ogni donna e ogni uomo – ovunque, nel mondo.

Per quanto ci riguarda, le premesse per riuscire a farlo ci sono tutte.

E’ innegabile – e ci fa bene al cuore – che questo 2018 sia stato anche portatore di una forte volontà di cambiamento – e, soprattutto, di una forte determinazione ad opporsi alla violenza razzista e xenofoba ed alle politiche della chiusura portate avanti ed alimentate dai governi e dalle destre nazionaliste.

Una volontà e una determinazione incarnate nell’azione e nel lavoro quotidiano dei singoli cittadini, le associazioni, le istituzioni, i sindacati che in Italia e nel resto dell’Europa e del mondo non arretrano di un passo e, anzi, continuano ad organizzarsi per offrire assistenza a migranti, richiedenti asilo e rifugiati – e a tutti coloro che sono vittime di odio e discriminazioni –, anche sfidando apertamente leggi e politiche ingiuste o male applicate, in difesa dei diritti, dei valori costituzionali, della solidarietà, della giustizia sociale. In difesa, insomma, delle persone.

In questo senso, non mettiamo un punto e a capo: questo lavoro non si è fermato, non si ferma e ce ne sarà sempre più bisogno.

Molte di queste realtà che operano quotidianamente, lo fanno sempre più spesso tra mille difficoltà. Crescenti difficoltà di contesto, come abbiamo visto, e anche, naturalmente, fatiche economiche: perché chi sostiene gli altri ha sempre bisogno, a sua volta, di essere sostenuto.

Queste realtà hanno una loro storia, un proprio compito e una missione specifica che, nel quotidiano, non è quella di ITACA. Ma ne condividiamo a fondo valori e principi – che sono, in generale, i principi della solidarietà e dell’accoglienza.

Perciò, data l’importanza di ognuna di queste esperienze e dato l’entusiasmo ricevuto da parte vostra lo scorso Natale, anche quest’anno non vi chiediamo di sostenere ITACA: vi chiediamo di sostenere altre realtà.

Si tratta, in particolare, di Medici Senza Frontiere, di Baobab Experience, dell’ANPI e di Mediterranea.

MSF, come noto, opera in tutto il mondo, nei luoghi più martoriati, cercando di assicurare a tutte e tutti il diritto alla salute, intervenendo non solo negli scenari di guerra e malattia, ma anche nelle situazioni più estreme che coinvolgono migranti e rifugiati.

Baobab Experience è un’associazione che opera in Italia: i suoi volontari forniscono sostegno medico, psicologico, legale nonché l’accoglienza immediata di strada ai migranti giunti nelle peggiori condizioni fisiche ed economiche.

L’ANPI è l’associazione dei Partigiani Italiani. E’ il luogo che opera non solo per difendere la memoria della parte migliore della storia italiana, ma che ancora oggi è in prima fila per combattere contro ogni rigurgito di intolleranza, discriminazione, xenofobia, razzismo e fascismo.

Mediterranea è una piattaforma di realtà della società civile che collaborano per testimoniare e denunciare cosa sta accadendo nel Mediterraneo centrale. Per farlo, hanno deciso di acquistare una nave e salpare: e adesso Mediterranea è lì per monitorare, chiamare i soccorsi, aiutare se necessario.

Il nostro invito, che è anche un augurio, è tutto sommato semplice: sostenetele, per favore, e magari non solo a Natale. Vale ciò che diciamo per ITACA: facciamole crescere e saremo tutti un po’ più forti.

 

Low Verde Atlas Solette Ergo-med Acc Plantare I link per sostenerle:

Medici Senza Frontiere: clicca qui

Baobab Experience: clicca qui

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Mediterranea: clicca qui

 

 

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